|
Passeggiando per Capodistria, diversi luoghi ci riconducono a Santorio e alla sua vita. Nella piazza principale si trova l’Armeria, l’antico deposito d’armi, dove prestò servizio il padre di Santorio, Antonio. Nel 1548 egli accettò l’incarico di capo degli artiglieri a Capodistria, che lo portò qui dalla nativa Friuli. Tra i suoi compiti vi erano, tra l’altro, l’approvvigionamento di nuove armi e di polvere da sparo—siamo nell’epoca in cui si diffonde l’uso delle armi da fuoco—nonché l’addestramento dei giovani (per lo più poveri marinai) che venivano formati alla difesa.
Sulla facciata dell’Armeria si trova anche il busto di Santorio, fatto erigere alla morte dello scienziato dalla nipote Elisabetta nel monastero dei Serviti di Capodistria, al quale egli era legato. In seguito il busto fu trasferito sulla facciata della cattedrale, da dove approdò a Vienna; quello che vediamo oggi sull’Armeria è una copia. Un busto analogo ornava la tomba di Santorio nel monastero dei Serviti a Venezia, oggi demolito.
|