La famiglia Gravisi: proprietari terrieri e difensori dell’onore

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Patrimonio culturale
Esperienza a tema

Descrizione

La famiglia Gravisi, originaria del casato fiorentino dei Peroni, si stabilì a Pirano intorno al 1280 e divenne famosa sotto la guida di Nicolò Gravisi, che nel 1435 svelò la congiura dei Carraresi a Padova. Per il servizio reso, nel 1440 Venezia gli concesse il castello e il feudo di Pietrapelosa, un vitalizio e il titolo ereditario di marchese, l’unico di questo tipo nell’Istria veneziana. Nel 1466, la famiglia Gravisi si trasferì a Capodistria, dove fu accolta nella nobiltà e ottenne un posto ereditario nel Gran Consiglio. La storia della loro ascesa non fu però priva di macchie. Nel 1456, Vanto Gravisi, insieme al fratello Michele e al nobile di Capodistria Antonio de Tobro, uccise un contadino nei pressi di Pinguente, compromettendo fin da subito la reputazione della loro signoria.

Nei secoli successivi, i Gravisi consolidarono la loro posizione come una delle più importanti famiglie nobili dell’Istria. Allo stesso tempo, però, si lasciarono coinvolgere nella cultura della vendetta patrizia, tipica del mondo nobiliare. Il caso più famoso risale al 1686, quando il marchese Leandro Gravisi uccise Giuliano del Bello nella piazza principale di Capodistria per vendicare la morte di suo nipote. Dopo il fatto, fuggì a Trieste e inviò una lettera al doge di Venezia, nella quale presentò il suo gesto come espressione di cavalleresco onore. I suoi fratelli Giovanni Battista e Nicolò finirono invece davanti al severo Consiglio dei Dieci di Venezia. Nonostante questi eventi violenti, la storia della famiglia Gravisi non si limitò alle sanguinose vendette. Nel XVIII e XIX secolo ne uscirono anche noti intellettuali, tra cui Giannandrea Gravisi, che fecero sì che il nome della famiglia fosse scritto non solo nella politica e nell’onore feudale, ma anche nella vita culturale dell’Istria.

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