Descrizione
Il castello si trova lungo la strada principale nel centro storico di Gornji Logatec. Fonti risalenti alla seconda metà del XV secolo e del XVI secolo menzionano l’edificio come sede dell’ufficio amministrativo del visdomino. Trattandosi di un ufficio governativo, le autorità competenti lo diedero in affitto, motivo per cui tra gli affittuari risultano numerose famiglie: Scheyer, Thurn, Scheir, Hoffer, Ainkhürn, Serenitz, Zobl, Ainkhürn e Moscon. Proprio un membro di quest’ultima famiglia, Adam Moscon, che aveva in affitto anche Ribnica, divenne poi il primo proprietario della signoria di Logatec, ma dopo la sua prematura scomparsa essa continuò ad essere gestita dalla vedova Marija Saloma della famiglia Edling. Marija Saloma si risposò poi con Erenrajh Lamberg e la tenuta passò a lui, ma nel 1620 lui la cedette agli eredi di Moscon. In qualità di vedova, Marija inizialmente ostacolava la vendita della tenuta di Ribnica, poiché riteneva che il pagamento della sua dote e della sua eredità fosse legato alla proprietà che il defunto marito aveva solo in affitto. Tutti i successivi proprietari che acquistarono la tenuta e il castello entro la fine della Prima guerra mondiale, tra cui gli Eggenberg (dopo il 1620), i Cobenzl (1716), i Coronini (1810) e i Windischgrätz (1846) erano anche proprietari del castello di Haasberg presso Planina. Dopo il 1945, il castello fu adibito per diversi decenni a un istituto di educazione per giovani.
Il palazzo era un edificio semplice a pianta rettangolare a un piano ed era situato nella parte orientale dell’edificio che sarebbe sorto successivamente. Alla fine del XVI secolo (intorno al 1590), Urban Ainkhürn lo fece ricostruire in un castello rinascimentale con torri angolari a forma di cuneo. Si trattava del primo castello rinascimentale di questo tipo in Slovenia, che dal punto di vista architettonico ricordava i castelli di Kromberk, Rubbia e Dobrovo nel Collio sloveno, anch’essi inclusi nell’itinerario. Il castello rinascimentale ha una pianta rettangolare con torri angolari accentuate che fuoriescono dall’asse della pianta. Non tutte le torri sono uguali, quella nord-orientale, infatti, è leggermente più larga delle altre. L’architettura è suddivisa in fasce orizzontali ovvero in piani con finestre rettangolari e quadrate e un cornicione profilato. Questo disegno si ripete su tutte e quattro le facciate, mentre sui lati più stretti delle torri angolari sono visibili delle finestre murate. Fanno eccezione la facciata a nord e quella a sud con i portali e il balcone. A differenza degli altri castelli dello stesso tipo presenti nel nostro itinerario, la ristrutturazione completa del castello, questa volta in stile barocco, avvenne nella prima metà del XVIII secolo, perché Giovanni Gasparo Cobenzl ristrutturò tutti i castelli da lui acquistati e anche alcuni che possedeva già da prima. Sul lato nord è conservato il portale principale barocco con una finitura semicircolare rustica e un bordo accentuato, simile al portale del castello di Hošperk. Il castello fu probabilmente ristrutturato secondo i progetti dell’architetto barocco Carlo Martinuzzi, che progettò per Cobenzl anche la ristrutturazione di altri castelli. Il portale a sud si trova sul lato dell’ex parco ed è quindi meno rappresentativo. Anche il balcone al secondo piano della facciata sud che poggia su quattro mensole si affacciava sul parco. Accanto al castello è stata conservata una parte del parco, che in passato era sicuramente molto più grande e si estendeva verso la parte sud della proprietà, dove oggi si trova il parco del castello Vitez.
All’interno del castello gli ambienti sono disposti simmetricamente. Gli ambienti al piano terra hanno soffitti a volta, mentre quelli ai piani superiori sono in legno e intonacati. I piani sono collegati da una doppia scala a chiocciola.
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