Castello di Ribnica

Point type
Patrimonio culturale
Esperienza a tema

Descrizione

I resti del castello – maniero si trovano nel luogo in cui si trovava il castello medievale di Ribnica. Il castello medievale fu costruito nella seconda metà del XIII secolo, quando era di proprietà dei conti Ortenburg. Più tardi passo per un breve periodo di alcuni decenni nelle mani dei conti di Celje (1420-1456) che lo ereditarono.

Dopo l’estinzione dei conti di Celje passò agli Asburgo, che lo diedero in affitto a diverse famiglie nobili. La storia dei suoi proprietari è estremamente variegata e interessante. I primi furono i fratelli Jurij (II) e Andrej Lamberg. Jurij combatté nell’esercito dell’imperatore Federico III nella guerra contro suo fratello Alberto. Raggiunse la veneranda età di 99 anni e lasciò molti figli, poiché all’età di ottant’anni sposò Magdalena Thurn che gli diede dieci figli e quattro figlie. Tra i successivi affittuari della tenuta vi fu anche Gašper Ravbar (che aveva in affitto anche Mali grad a Planina, che fa parte dell’itinerario). Dato che i castelli di proprietà degli Asburgo venivano spesso dati in affitto come pagamento per i servizi resi, gli affittuari cambiavano spesso. Tra questi va menzionato il cavaliere Bernardino Ritschan, che partecipò alla difesa di Vienna dai Turchi e nel 1521 ottenne per un breve periodo in affitto la tenuta. Durante il periodo del protestantesimo, il castello di Ribnica era il centro della fede protestante. I predicatori luterani celebravano le funzioni nella cappella del castello di Ribnica, dove anche i sudditi dovevano partecipare alle cerimonie; occasionalmente veniva in visita al castello anche Primož Trubar. Dopo diversi affittuari, tra cui i Galli, la signoria fu affittata ai Mosconi (1579), noti prestatori di denaro all’allora arciduca Ferdinando. Visto che diversi membri della famiglia avevano già in affitto numerosi feudi, da veri imprenditori li subaffittarono immediatamente. È interessante il contratto stipulato da Moscon con un suo affittuario, in cui gli chiedeva di tenergli sempre a disposizione una stanza speciale nel castello. Il primo proprietario dopo una lunga serie di affittuari della tenuta fu Janez Jakob Khisl, che in segno della sua conversione dal protestantesimo al cattolicesimo, inevitabile in quel tempo e in quel luogo, fondò la chiesa di Nova Štifta, poi diventata una famosa meta di pellegrinaggio.  Nel 1641 la tenuta fu acquistata dalla famiglia nobile Trilek. Visto che già da tempo la zona non era stata soggetta ad attacchi diretti da parte dell’esercito ottomano, iniziò la sua trasformazione da fortezza antiturca a una confortevole residenza della ricca nobiltà. Altrettanto interessante è la storia dell’ultima rappresentante della famiglia Trilek, Ana Katarina (1688-1724), che nel febbraio 1702, all’età di soli quattordici anni, sposò il cugino di suo padre Ludvik Gundaker conte Cobenzl (1678-1745). Il matrimonio dovette essere approvato dal papa e dall’imperatore, poiché i matrimoni tra parenti così stretti erano proibiti, ma Giovanni Gasparo Cobenzl riuscì a ottenere il permesso grazie alla sua influenza, assicurando così alla famiglia l’eredità del dominio di Ribnica, visto che la madre, separata dal marito, aveva affidato la tutela della figlia ai suoi influenti parenti Gallenberg.  I coniugi non ebbero figli e vissero prevalentemente nei castelli di Štanjel nel Carso e Lože nella valle di Vipava. Ana Katarina morì all’età di soli 36 anni. Alla fine degli anni ‘30 del XVIII secolo (1738), il palazzo venne comprato da Ludvik Cobenzl dal fratello Giovanni Gasparo Cobenzl, che in occasione del matrimonio lo cedette al figlio minore Guido Cobenzl. I proventi della tenuta dovevano servire a garantirgli una vita dignitosa. Nel 1810 Filippo Cobenzl vendette la tenuta di Ribnica al suo affittuario Anton Rudež, originario della tenuta di Štanjel di Kobjeglava nel Carso. Sebbene circolino numerose affermazioni non verificate e probabilmente errate, la tenuta di Ribnica fu l’unica che Filippo Cobenzl vendette poco prima della sua morte. Anton Rudež era stato compagno di scuola di Valentin Vodnik al liceo e collaborava anche con altri intellettuali illuministi. La famiglia mantenne la proprietà fino al 1937, quando i Rudež vendettero il castello allo Stato e si trasferirono all’estero, portando con sé anche tutti i mobili del castello. Nel 1944, il nucleo centrale (ma non le mura) del castello di Ribnica fu incendiato dai servizi segreti (VOS), mentre nel 1950 fu ordinata la demolizione della parte del castello ancora ben conservata. Dieci anni dopo furono eseguiti i lavori di ristrutturazione dei resti del castello, che gli conferirono l’aspetto che ha oggi.

A causa della posizione pianeggiante del castello, l’edificio era protetto da spesse mura con l’ingresso al complesso sul lato sudorientale. Gli studiosi ipotizzano che, nonostante la posizione in pianura, probabilmente non fosse circondato da un fossato e quindi non appartenesse alla categoria piuttosto rara dei castelli sull’acqua. Nella sua fase più antica, il nucleo del castello aveva due piani e una pianta rettangolare. Sulle facciate erano presenti delle semplici finestre rettangolari. Presumibilmente gli spazi abitativi con la sala dei cavalieri si trovavano al secondo piano del palazzo, dove c’erano anche finestre più grandi. Il castello subì il primo ampliamento con la costruzione di un nuovo palazzo già prima del XV secolo. Nel tratto di collegamento si trovavano probabilmente i locali di servizio e la cappella del castello. Dopo due incendi avvenuti nel XV secolo, il castello venne solo riparato, senza subire grandi cambiamenti architettonici. Vista la vicinanza dell’Impero ottomano e delle frequenti incursioni delle truppe ottomane, si presume che già alla fine del XV secolo il castello venne dotato di una fortificazione antiturca (ad es. le mura esterne poligonali estremamente spesse con torri angolari), poiché gli affittuari dell’epoca ottennero il permesso e i fondi per i lavori. Il complesso del castello serviva infatti anche come rifugio per gli abitanti del mercato di Ribnica.

Nel XVII secolo, con il cambiamento di proprietà, il castello, originariamente una fortezza contro i turchi, fu gradualmente trasformato in una lussuosa residenza barocca. L’inventario dei beni di Jurij Andrej Trilek rivela che, dopo la ristrutturazione, le due camere da letto erano particolarmente lussuose, anche quelle dalla moglie Suzana Felicita, nata Gallenberg, che si era separata e aveva abbandonato il castello. Avevano arazzi di seta e altri mobili che appartenevano al lusso barocco: quadri, specchio, orologio da parete. La sala da pranzo centrale fungeva da sala di ricevimento degli ospiti ed era adornata da sette quadri e arazzi in pelle veneziana. Essendo il castello piuttosto isolato, gli ospiti potevano pernottare in una lussuosa stanza a loro riservata. Il ponte di legno, successivamente sostituito da uno in pietra a cinque arcate, oggi chiamato Ponte francese, esisteva sicuramente già prima del 1678. Il ponte levatoio davanti alla torre d’ingresso fu sostituito con un ponte di legno nel 1715. Guido Cobenzl fece restaurare in stile barocco la cappella del castello e commissionò un nuovo dipinto per l’altare, realizzato dal pittore barocco Valentin Metzinger (1699-1759). Il castello fu poi gravemente danneggiato da un incendio nel 1778, e Guido lo restaurò in stile razionalista, perché non voleva spendere troppo per la ricostruzione. Dopo il 1815, Anton Rudež fu l’ultimo a ristrutturare il castello (ad es. il portale principale del castello sulla torre d’ingresso). Prima della sua distruzione durante la Seconda guerra mondiale, il complesso del castello, progettato in modo concentrico, era composto dal nucleo centrale del castello, da una cinta muraria esterna con vari edifici addossati e da un alto muro di cinta che circondava un’area di forma approssimativamente ovale con un diametro di circa 120-140 metri.

Indirizzo

Ribnica

Gallusovo nabrežje 3 - 1310

SI Indirizzo

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