Descrizione
Il castello Jama è considerato l’unico castello costruito in una grotta che in Europa si è completamente conservato. Si erge sopra un inghiottitoio e parzialmente si trova dentro una grotta carsica sotto una ripida parete rocciosa. Già nel XVIII secolo era conosciuto per la sua peculiarità, probabilmente perché era lontano dalle altre proprietà della famiglia Cobenzl, che preferiva utilizzare come residenze il castello di Štanjel, il castello di Lože e le case a Gorizia e Lubiana. Si presume che almeno dalla metà del XVII secolo fino alla fine della Seconda guerra mondiale era considerato un prestigioso castello di caccia. In quanto tale, nel 1728 ospitò la più alta nobiltà di corte che, come Giovanni Gasparo II Cobenzl, costituiva il seguito dell’imperatore Carlo VI durante il rito d’inaugurazione, durato diversi mesi, nei quali era in visita delle capitali delle province e delle città importanti dalla Stiria al mare.
La prima menzione del castello risale al 1247, quando il patriarca di Aquileia lo fece costruire nel posto in cui si trovava il più antico castello di Luegg. Nel XIV secolo questa proprietà passò agli Asburgo e da allora il castello di Jama fu gestito dai Lueger, i “cavalieri di Jama”, tra i quali erano famosi Nicolò Lueger, capitano di Duino, che represse brutalmente i ribelli triestini, e il suo parente stretto Erasmo Predjama, conosciuto come l’ultimo cavaliere brigante, che fu ucciso con l’inganno nel 1484. Dopo questo fatto, per quasi un secolo la tenuta era in mano a diversi affittuari. A metà del XVI secolo (1567, 1589) il sovrano lo concesse in pegno a Giovanni Cobenzl, in parte come ricompensa per i suoi servizi diplomatici e amministrativi. Egli fu, tra l’altro, diplomatico della Casa d’Asburgo in Russia. Dopo l’estinzione della famiglia Cobenzl, i proprietari della tenuta furono gli stessi di Hošperk, Logatec e Mali grad. Dopo la Seconda guerra mondiale, il castello venne nazionalizzato e la sua gestione venne unita alla grotta di Postumia.
Il castello assunse l’aspetto attuale dopo otto fasi di costruzione, che si susseguirono tra il XII e il XX secolo, dal periodo romanico al rinascimento, con successive ristrutturazioni. Il castello è composto da diversi edifici a pianta rettangolare e quadrata. La parte più antica (romanica) del castello è costituita dalla costruzione della torre d’ingresso esposta e dai due piani di tre edifici sul lato nord-ovest, ovvero il tratto difensivo e il palazzo (edificio con sala dei cavalieri e sala centrale), nonché l’edificio con gli alloggi. La struttura romanica del castello è testimoniata dalla muratura a strati di grossi blocchi di pietra, dal portale con trave piana nel tratto difensivo del castello e dalle fessure per le catene di sollevamento del ponte levatoio conservate al giorno d’oggi. Nel periodo gotico, le pareti portanti furono rinforzate per poter ampliare il castello in altezza. Il periodo gotico si vede nell’arredamento interno della sala da pranzo e della sala dei cavalieri, dove sono state scoperte delle nicchie nel muro con frontoni triangolari, tipiche degli spazi abitativi del XIII secolo. Durante il Rinascimento, gli edifici già esistenti furono sopraelevati (ad esempio la sala del tribunale, la sala del principe, la cappella di Sant’Anna e la sacrestia), mentre nella parte nord del castello furono aggiunti un corridoio – ballatoio, una torre difensiva, una cucina rinascimentale, una sala, ecc. Accanto al portale della cappella di Sant’Anna è conservata una doppia finestra rinascimentale che consentiva di vedere l’interno della cappella. Nella fase rinascimentale fu costruita anche la torre rinascimentale, addossata alla parete verticale sotto il castello, che prende il nome da Giovanni Cobenzl. Il castello assunse l’aspetto attuale dopo la ristrutturazione del 1716, quando Giovanni Gasparo II Cobenzl lo ristrutturò insieme agli altri suoi palazzi e castelli. Nella seconda metà del XIX secolo, i Windischgrätz coprirono il cortile interno. L’ultima ristrutturazione completa del castello risale al 1990 e al 1996, su progetto dell’architetto Marjan Laboda.
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