Descrizione
Nell’ambito della pittura barocca, va menzionato anche il pittore tardobarocco Francesco Trevisani (1656-1746), nato a Capodistria, che dipinse due quadri per la cattedrale di Capodistria (Mosè fa scaturire l'acqua dalla roccia, 1725; Noè in preghiera, 1725). Inizialmente studiò con il padre, l’architetto triestino Antonio Trevisani, poi con Antonio Zanchi (quest’ultimo realizzò per la cattedrale di Capodistria l’opera Nozze di Cana) e Joseph Heintz il Giovane a Venezia. All’età di ventun anni si trasferì a Roma, dove approfondì lo studio delle opere dei principali pittori del barocco romano, Annibale Carracci e Antonio da Correggio. Lavorava nell’ambito del circolo dell’allora molto ammirato pittore Carlo Maratta, la cui influenza è visibile nella pittura d’altare di Trevisano, con la quale riscosse grande successo a Roma e dipinse opere d’altare per molte chiese romane (Basilica di San Giovanni in Laterano; Sant’Ignazio di Loyola, Sant’Onofrio, Chiesa Nuova, Santa Maria degli Angeli, Basilica di San Pietro, San Silvestro in Capite). Lavorò per il cardinale Flavio Chigi (nipote di papa Alessandro VII), il re Vittorio Amedeo II di Savoia, il duca di Modena Rinaldo d’Este, papa Clemente XI e papa Alessandro VIII. Tutti questi incarichi per committenti importanti gli valsero il titolo di cavaliere.
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