Palazzo Werdenberg – Biblioteca Statale Isontina

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Patrimonio culturale
Evento culturale

Descrizione

La famiglia Verda de Olivis ovvero Verdenberg (non Werdenberg) si trasferì a Gorizia nel XVI secolo. Il membro più illustre della famiglia, il conte Giovanni Battista Varda von Verdenberg (1582-1648), visse a Gorizia solo fino all’età di quattordici anni, per poi trasferirsi a Graz nel 1596. Dopo aver studiato presso i gesuiti a Graz, iniziò la sua carriera a Gorizia, dove ricoprì la carica di esattore delle tasse, ma ben presto divenne funzionario economico finanziario nelle terre amministrate dall’arciduca Ferdinando. Quando quest’ultimo divenne imperatore, Varda von Verdenberg entrò a far parte dei funzionari di fiducia della corte e la sua carriera ebbe una rapida ascesa: in qualità di segretario supremo dell’imperatore Ferdinando II (1620-1637) acquisì anche una grande influenza politica e ricchezze sempre maggiori. Oltre a numerosi feudi nelle odierne terre dell’Austria Superiore e Inferiore e a numerosi feudi della nobiltà ribelle in Boemia, era anche membro di diversi Stati provinciali. All’acquisizione di queste cariche erano legati anche i titoli nobiliari –gli fu così conferito il titolo di barone poco dopo l’inizio del suo servizio nel 1623 e, in linea con la sua alta carica a corte, nel 1630 il suo feudo Namiest in Boemia venne elevato al rango di contea. Nel 1616 sposò Caterina Coronini Cronberg, discendente della nobile famiglia di Gorizia.  

Nel 1629, insieme alla moglie, risposero alla richiesta del rettore del collegio gesuita di Gorizia, Tommaso Polizi, che in realtà era stata indirizzata al confessore dell’imperatrice, il padre Luca Fanini, al quale fu chiesto di cercare a corte un donatore per la creazione di un fondo di sostegno per gli studenti. I coniugi donarono ai gesuiti la dote della moglie, un palazzo goriziano con un ampio giardino, contribuendo inoltre con altri duemila fiorini per la sua ristrutturazione. Giovanni Battista Werdenberg donò ulteriormente 20.000 fiorini provenienti dalle sue proprietà in Austria e nella Boemia, che furono utilizzati per pagare le borse di studio annuali a dodici studenti meritevoli di età non inferiore ai dodici anni provenienti da famiglie nobili impoverite, affinché potessero alloggiare gratuitamente nel convitto per tutta la durata dei sette anni di studi presso i gesuiti. Gli studenti dovevano indossare delle toghe di colore celeste realizzate con i fondi da lui donati, ma non erano tuttavia legate al requisito di entrare nell’ordine dei gesuiti o nelle file dei sacerdoti.  

Il palazzo in stile barocco presenta una facciata importante, una pianta articolata, un ampio cortile interno e portici dal lato del cortile. Il palazzo era completato dalla cappella di San Giovanni, mentre l’edificio stesso era la parte centrale di un più ampio complesso gesuita sul bordo occidentale dell’allora Piazza Grande (Travnik). Essendo sede della Biblioteca Statale Isontina è ora una delle principali istituzioni pubbliche di Gorizia e conserva tutt’oggi il suo carattere barocco evidenziato dal monumentale portale d’ingresso, l’armoniosa struttura del cortile e le decorazioni in stucco sulla scalinata principale con balaustra, attribuite all’architetto Giovanni Pacassi.

Nel XVIII secolo l’edificio fu più volte ristrutturato e ampliato. Dopo il 1773 e lo scioglimento dell’ordine dei gesuiti nella Monarchia asburgica, l’edificio continuò ad essere utilizzato come edificio scolastico: ospitò prima un collegio (1755-1813), poi un liceo (fino al 1820) e infine un ginnasio (tedesco) (fino al 1919).

Dal 1822 l’edificio ospitò la biblioteca del ginnasio, la quale acquisì anche i volumi che in precedenza erano di proprietà del convento dei gesuiti. Dopo la Prima guerra mondiale, la scuola si spostò dal palazzo, ma vi rimase la biblioteca (oggi Biblioteca Statale Isontina).

Indirizzo

Gorizia/Gorica

Via Goffredo Mameli 12 - 34170

IT Indirizzo

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